Veronica Dalessandri

Vedi tutti i suoi post
Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N. - Guido Sgardoli

“Willy era il terzo di tre gemelli, orfani tutti e tre. (Il lettore converrà nel giudicare superfluo sottolineare che i tre gemelli Chuzzelwit erano orfani tutti e tre, giacchè, trattandosi di fratelli gemelli e dunque nati dagli stessi genitori, risulterebbe assai difficile pensare che solo uno o due di essi possano essere orfani, ma dal momento che sono un amante delle minuzie, ho voluto puntualizzare ugualmente la cosa).”

David e Calum, orfani e residenti da sempre a Montague Hall, dimora sontuosa divenuta orfanotrofio diretto da un'austera e malvagia suora, partono per un'avventura decisamente fuori dal comune, una volta venuti a conoscenza della scomparsa del famigerato Sherlock Holmes, con l'intento di scoprire cosa gli sia successo. David, mente brillante del duo, crede infatti di essere il figlio segreto dell'investigatore più chiacchierato d'Inghilterra e vanta di averne ereditato capacità le fondamentali per un investigatore, ovvero logica e deduzione, parte con Calum, ribattezzato “Watson”, verso Meiringen, piccolo paesino della Svizzera, ultimo luogo in cui Holmes è stato visto, alla ricerca della verità.
Le peripezie, gli imprevisti ma anche i colpi di genio un pizzico di fortuna e situazioni fuori dal comune faranno del loro viaggio, uno dei più esilaranti mai affrontati, con un finale che non deluderà il lettore.

Mi è piaciuto perché: La citazione non può che confermare ancora di più la stravaganza ma anche la “leggerezza” (in senso più che positivo) del libro. Consiglio vivamente questo libro a tutti coloro credono che leggere sia noioso ma anche a chi vuole alternare a letture “impegnate” ad una meno pesante ma altrettanto piacevole ed esilarante.

Se ti è piaciuto leggi anche: Arthur Conan Doyle, Le inchieste di Sherlock Holmes, Giunti scuola 1999, RAG H NA 8 DOYLac - I

Veronica - Biblioteca San Giorgio

L'indimenticabile estate di Abilene Tucker - Clare Vanderpool

«La morte è come un'esplosione» disse Miss Sadie con quel suo accento pesante come l'aria umidiccia che mi aleggiava intorno. «Obbliga le persone a prendere atto di cose che si sono lasciate sfuggire».

Abilene Tucker ha sempre vissuto con suo padre, la madre li aveva abbandonati e da allora giravano per le città guadagnandosi da vivere come potevano. Non si era mai staccata da lui e gli era molto affezionata, ma l'estate del 1936, al compimento dei suoi 12 anni, era stata mandata da sola a trascorrere le vacanze a Manifest, cittadina un tempo popolosa e ridente, segnata come tante dalla Grande Depressione.
Una volta arrivata in città, ospitata da un vecchio amico di suo padre, il “sostituto” pastore battista Shady, Abilene cerca disperatamente le tracce che doveva aver lasciato in quei luoghi a lei sconosciuti, ma che imparerà a conoscere bene ed amare profondamente.
Sarà proprio nella stessa casa in cui ha vissuto molti anni or sono suo padre che, dopo aver trovato sotto le assi del pavimento una vecchia scatola piena di ricordi, lettere e oggetti, grazie alle avventure con le amiche, agli articoli di giornali dell'epoca redatti dalla giornalista della città Hattie Mae, ma sopratutto dai racconti di Miss Sadie che Abilene capirà chi era suo padre e troverà finalmente un posto chiamato “Casa”.

Mi è piaciuto perchè il libro è molto scorrevole, ha un intreccio di storie estremamente appassionanti e molto realistiche.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche: Cercando Alasska: chi sei? Chi eri? Perché te ne sei andata? - John Green [ RAG H NA 3 GREEj-C ]

Veronica - Biblioteca San Giorgio

Ladre di regali - Aidan Chambers

«Perché guardarti dovrebbe aiutarmi?»
«Perché saprai che c'è qualcuno che sa cosa stai passando»

Lucy è una ragazza tranquilla, frequenta le scuole medie e la sua vita scorre tranquilla finché il giorno del suo dodicesimo compleanno, quando pensa che finalmente sta diventando grande e più sicura di sé, è vittima di un episodio di bullismo da parte di tre sue compagne di classe che hanno deciso di rivolgerle molte più attenzioni del solito a causa del lavoro che fa suo padre; essendo il direttore di un negozio infatti Lucy ha una vita piuttosto agiata e le ragazze suppongono che la piccola vittima riceva un sacco di regali che vogliono tutti per loro. Il modus operandi delle ragazze è sempre quello: prendono di mira una ragazza e cercano di rubarle più regali possibili, quando si stancano passano alla successiva indisturbate, la preside infatti non crede alle accuse delle vittime e le tre sono così libere di agire.
Lucy però si rifiuta di portare alcunché, ben sapendo che le angherie da subire cresceranno via via sempre di più.
Neanche i suoi genitori sono in grado di aiutarla, per fortuna in suo aiuto arriva Angus, un ragazzo timido e riservato che si rivelerà un ottimo alleato e insieme alle altre vittime del trio escogiteranno un piano non violento per rendere inoffensivo il gruppo una volta per tutte.

Mi è piaciuto perché: il libro parla di una tematica tristemente attuale che dovrebbe far riflettere adolescenti e genitori.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche: Sofia Gallo, La lunga notte, Lapis 2013, RAG NA 4 GALLs L

Veronica - Biblioteca San Giorgio

The familiars - Adam Jay Epstein, Andrew Jacobson

«Ti devo delle scuse», disse Skylar a Aldwyn. «Pare proprio che io abbia sopravvalutato il peso della magia. Quello che hai fatto laggiù è stato all'altezza selle imprese dei grandi maghi dell'antichità, umani o animali. Kalstaff sarebbe stato fiero di te. E lo sono anche io»

Aldwyn è uno dei tanti gatti randagi di una città nella terra di Vastia. Un giorno, mentre cerca di sfuggire dalle grinfie di uno spietato cacciatore di taglie, trova rifugio in un negozio di famigli, particolari animali con poteri magici che hanno il compito di affiancare i maghi e le streghe per tutta la vita. Ignaro del fatto che non avessere poteri magici, Aldwyn viene scelto da Jack, un giovano mago che sta crescendo grazie ai consigli del grande Kalstaff e da quel giorno inizierà per lui un'avventura fantastica che lo porterà, insieme ad altri famigli a salvare il regno di Vastia e a scoprire che anche lui, come tutti i gatti del Maidenmere, possiede il dono della telecinesi.

Mi è piaciuto perché: è un libro che ti travolge con la sua storia avvincente, fantastica ma a modo suo molto realistica.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche: Harry Potter e la pietra filosofale
(RAG NA 9 ROWLjk-H)

Veronica - Biblioteca San Giorgio

La stella nel pugno - Robert Sharenow

“Mentre quei tre mi accerchiavano, io alzai gli occhi verso di loro e gemetti debolmente:
- Ma io non sono ebreo...
- Alzati! - ordinò Gertz. - Alzati e combatti!”

Karl Stern è un ragazzo come gli altri, ebreo non praticante (i suoi genitori, atei, non hanno mai impartito ai figli un'educazione religiosa), scopre come questa sua discendenza durante il regime nazista diventa un pesante fardello per se e la sua famiglia.
A scuola inizia ad essere preso di mira da un gruppo di giovani che lo picchiano brutalmente. Grazie al padre, possessore di una galleria d'arte con un passato da soldato durante la Grande guerra, ha la possibilità di conoscere Max Schmeling, pugile famoso, che per una serie di coincidenze, si offre di dargli lezioni private di boxe. Da quel giorno il protagonista racconta di come la sua vita cambia, in meglio quando inizia una relazione segreta con Greta, la ragazza dei suoi sogni e inizia la sua carriera da pugile dilettante ma promettente, per passare poi al peggio, quando con la famiglia è costretto a lasciare la casa in cui è nato per trasferirsi nella galleria d'arte, ormai chiusa da tempo a causa delle leggi razziali, al torneo juniores di boxe, dove viene squalificato solo perché ebreo e poco tempo dopo durante la fatidica “notte dei cristalli” in cui viene distrutto non solo il posto in cui vive, ma anche l'equilibrio precario della sua famiglia. Il giovane si ritroverà, grazie all'aiuto del grande pugile su una nave per l'America solo con sua sorella, ignaro di come andrà il futuro, ma sopratutto con la speranza un giorno di poter tornare nella sua terra per abbracciare i genitori di nuovo.

Mi è piaciuto perché: il romanzo è capace di insegnare come anche nei momenti più bui della nostra storia, il coraggio e la passione dell’uomo riescono a tenere viva la speranza.

Se ti è piaciuto leggi anche: Vercelli Claudio e Sommacal Giorgio, Come (non) si diventa razzisti?, Sonda, 2013 (RAG H SS 3 MILAmt-C).

Veronica - Biblioteca San Giorgio

Lo spacciatore di fumetti - Pierdomenico Baccalario

“Posso dire senza paura di mentire che sono un uomo felice.
Forse non sono riuscito a fare esattamente quello che sognavo di fare da bambino, ma mi domando se sia davvero così importante dover rispettare i programmi e le aspettative che hanno da giovani. Non è meglio essere felice... e basta?”

Budapest, 1988/89, anni bui per i ragazzi che crescevano in Ungheria e avevano la passione per i fumetti. Per una serie fortuita di eventi però Sándor era riuscito a trovare un “contatto” ed era diventato lo spacciatore di fumetti della sua scuola e non solo.
Cresciuto con un padre che non era tale, né biologicamente, sua madre era stata costretta a risposare un uomo sceltole dal partito a seguito della morte del vero padre di Sándor, né in nessun altra maniera, il protagonista narra in prima persona gli eventi che si succedono nella sua e nella vita dei suoi più cari amici, dal periodo d'oro in cui lo spaccio va a gonfie vele, a quando l'unico pensiero è rivolto alla creazione di un fumetto per arrivare infine al disastro: il contatto sparisce misteriosamente, un compagno di scuola fa la spia con la preside e sua madre muore proprio il giorno in cui i ragazzi decidono di vendicarsi del compagno traditore.
A pochi giorni dalla morte della madre, il 26 giugno 1989, Sándor, rimasto solo col padre ormai distrutto dall'alcool, scappa di casa, gira l'europa per poi stabilirsi a Philadelphia. Ritornerà nella sua terra madre solo 22 anni dopo e come all'inizio della storia, in maniera fortuita ritroverà un amico lasciato da tempo.

Mi è piaciuto perchè: il libro mi è piaciuto perchè vorremmo vivere tutti almeno una volta come ha “osato” fare Sándor, le situazioni di pericolo sono in fondo il bello della vita stessa!

Veronica - Biblioteca San Giorgio

Il sognatore - Pam Muñoz Ryan

“Da uno scaffale della libreria prese un libro fra i tanti e cominciò a leggere. Ma l'unica frase che vedeva scritta sulla pagina diceva: Che cosa mi aspetta domani?”

Neftalì è un bambino timido, magro ma sopratutto balbuziente. Ha un padre austero che si vergogna di lui e cerca in ogni modo di allontanarlo dalla cosa che più gli piace fare: leggere. La sua storia ci porta a pensare che non importa se i tuoi cari ti remano contro, se la tua passione è quella della lettura della scrittura e della poesia riuscirai a portare la tua vita in quella direzione, perchè il piccolo Neftalì è il grande Pablo Neruda

Mi è piaciuto perché è un romanzo intessuto di una incredibile vena poetica che sa raccontare con maestria la crescita di un poeta per tutti indimenticabile.

Se ti è piaciuto questo libro leggi anche: Poesie, Neruda; taduzione di Salvatore Quasimodo (PN 11 NERUp P)

Veronica - Biblioteca San Giorgio

Vedi tutti

Ultimi post inseriti nel Forum

Nessun post ancora inserito nel Forum

I miei scaffali

Le mie ricerche salvate

Non vi sono ricerche pubbliche salvate