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La caverna - José Saramago

Confesso che questo è il mio primo Saramago... e la prima reazione è stata: "Giù il cappello signori questo è un genio!". Beh l'autore non aveva certamente bisogno di me per essere decretato tale ma ... l'espressione era per dire che si capta, durante tutto il romanzo, la mano di un grande maestro della scrittura contemporanea. La lettura non è sempre agevole. La prosa, fatta di periodi ampi e complessi, a volte ti impegna al di là di quanto vorresti, ma percepisci che quella prosa è lo strumento operativo che porta a galla la ricchezza del pensiero.

Questioni stilistiche a parte "La caverna" è l'involucro delle viscere. E' il mondo che nasconde tutto quanto non è ... o non può essere immediatamente visibile agli occhi. Nella caverna si nascondono le più intime e inconfessabili oscillazioni dell'anima, i desideri sopiti, le costrizioni culturali, le paure ataviche, i ricordi penosi, i pensieri che stanno prudentemente dietro altri pensieri, che si fanno manifesti prima degli altri a proteggerci dal dolore. La caverna è il fondo della terra da cui si estrae la creta, il materiale grezzo di cui l'uomo si compone e che l'uomo plasma a sua immagine, con demiurgica maestria, nell'atto di insufflare la vita nell'arte, come nella stessa vita. La caverna è lo stomaco di un mondo che disumanizza, che snatura l'uomo e lo divora per asservirlo completamente ai propri fini. La caverna è il luogo dove immergersi, terrorizzati dall'ignoto e timorosi di perdere la strada, per trovare il coraggio di accendere una luce che mostri i robusti tentacoli in cui siamo avvinti, per reciderli e ritrovare la luce.

Sullo sfondo di questa complessa foresta di simboli, si snoda una storia semplice, fatta di personaggi semplici. Quella di Cipriano Algor, un vecchio vasaio che è costretto a reinventare se stesso e la sua vita alla luce del fatto che i suoi prodotti artigiani non riescono più a competere con le "plastiche" del vicino "Centro" commerciale. Quella della figlia Marta e del Genero Marchal che invece al Centro devono la vita. Quella del cane Trovato, spettacolare esibizione di intuito, di chiaroveggenza femminea come, a tratti, di struggente "umanità".

Il mondo di ieri - Stefan Zweig

La fine dell'impero austroungarico, nelle sue implicazioni storiche, culturali e antropologiche, è una delle epoche più intimamente affascinanti. La caduta dell'impero e in essa la morte dell'iper-ragione che lo aveva guidato produce, sul lato opposto, la più straordinaria esplosione di creatività. Così amore e morte, creazione e distruzione divengono i poli attorno ai quali si dipanano le opere dei più illustri creativi dell'epoca. Wagner, Malher, Klimt, Mann. Un po' come se la creazione si alimentasse della distruzione. Zweig proietta su questo sfondo la propria vicenda biografica, ripercorrendo il cammino storico che conduce al nazismo: negazione della storia, distruzione della civiltà, creazione del nulla.

Seta - Alessandro Baricco

Storia appassionata di un commerciante di seta. Veloce la trama narrativa, come sempre Baricco. Emozioni intense ma sempre leggere. Fugace il senso del racconto. Ti si deposita tutto addosso ma non lo senti. Seta.

Che tu sia per me il coltello - David Grossman

Un po' estremo, forse, il protagonista maschile e un po' troppo lenta la narrazione. Un capolavoro di introspezione comunque. Pagina dopo pagina si snoda il senso del rapporto fra corpo e parola fino alla soluzione salvifica.

Cristianesimo - Umberto Galimberti

Ottimo libro. Molto concettoso come sempre Galimberti. Apprezzabile la distanza e la neutralità dell'autore: sempre scienziato e mai critico nei confronti del cristianesimo e della sua storia. Tanti utili spunti di riflessione. Voto 8.5/10

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