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La tregua [Videoregistrazione]
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Videoregistrazioni: DVD

Rosi, Francesco <1922->

La tregua [Videoregistrazione] / regia di Francesco Rosi ; sceneggiatura Tonino Guerra ... [et al.] ; fotografia Pasqualino De Santis, Marco Pontecorvo ; musiche Luis Bacalov

[Milano] : Sony Pictures home entertainment, ©2011

Abstract: Quando si annuncia la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz ma, in assenza di indicazioni o di punti di riferimento, rimane sbandato. Ci sono polacchi, cechi, francesi ed anche italiani. Per un po' tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano ad un connazionale che si spaccia per responsabile dei rapporti con i russi e cercano di pensare a come tornare a casa. Comincia cos8 un viaggio pieno di difficolta affrontato nelle condizioni pi· disperate. Nel gruppo c'F Primo, che continua a rivivere dentro di sT gli orrori del lager e quasi non riesce pi· a pensare ad una vita diversa. Ci sono Cesare, molto estroverso, e Daniele, Ferrari, Unverdorben, D'Agata. Insieme attraversano l'Europa centrale, ora a piedi ora sui treni di fortuna, talvolta pensando di aver trovato la strada giusta, altre in preda allo sconforto per un traguardo che sembra allontanarsi sempre di pi·. Durante il cammino, Primo incontra un greco disincantato e disilluso che gli offre molte lezioni di vita. Il viaggio va avanti e diventa occasione per conoscere meglio gli altri e se stessi. Momenti di depressione si alternano, in tutti ma specialmente in Primo, a occasioni di riscoperta di gioie dimenticate come la tensione amorosa. In rapidi, drammatici flashback riaffiorano i ricordi del lager, e Primo a contatto con una realta che si riapre alla vita, sente quasi la colpa di essere sopravvissuto. Finalmente il gruppo arriva a Monaco, dove un soldato tedesco vede su Primo il segnale di Auschswitz e si inchina per chiedergli scusa. L'ultima tappa F a Torino, a casa, dove Primo ritrova la sorella e la mamma. Nella tranquillita della propria stanza, seduto davanti la macchina da scrivere, cerca di rievocare la tragedia passata, ma il senso di colpa rimane forte e ineliminabile.