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Rossovermiglio
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Cibrario, Benedetta

Rossovermiglio

Milano : Feltrinelli, 2007

Abstract: La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - dove l'eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l'unica forma di vita concepibile. Appena ventenne, accetta dunque un matrimonio combinato per lei dal padre. Non sarà una scelta felice, probabilmente anche perché il destino ha messo sulla sua strada l'affascinante ed enigmatico Trott, che nell'arco di un decennio, con tre impreviste apparizioni, comprometterà definitivamente il precario equilibrio del suo matrimonio. La protagonista incarna infatti un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso ancora troppo fragile, e soprattutto troppo poco abituata a dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze. Ma è come se Trott l'avesse risvegliata da un incantesimo e fin dal primo incontro avesse innescato in lei un processo di cambiamento che non può più essere arrestato. Da qui la scelta di trasferirsi da sola nella campagna senese, a San Biagio, abbandonando una città, Torino, che sta rapidamente cambiando sotto l'impulso della nascente industria, e un marito che ha sempre sentito estraneo e che la tradisce sfacciatamente.

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Paola Pezzoli
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La vita di una donna di famiglia nobile, nata nella Torino monarchica, che abbraccia la storia recente attraverso la guerra e la nascita della Repubblica. Un affresco di un mondo in trasformazione con in primo piano la vicenda personale della protagonista, se vogliamo anche originale, che si costruisce un vita nuova,lontana dal marito impostole dalla famiglia, inseguendo un amore scomodo per un uomo affascinante ma infido, con colpo di scena finale. Scritto molto bene anche se, secondo me, come in altri libri della Cibrario, la conclusione è un po' repentina e frettolosa.

Torino 1928. La protagonista del romanzo, di cui non si sa il nome di battesimo, ha i contorni di un’eroina ottocentesca, bella, fragile, ancora imbavagliata dalle rigide etichette proprie, della sua classe sociale, l’aristocrazia piemontese, ed è spinta da una ribellione interiore che però non è abbastanza forte da contrastare radicalmente le scelte familiari sulla propria vita, fino a quando non gli crolla addosso la cappa del perbenismo aristocratico e l’offesa del marito con amante pubblica. Il romanzo ripercorre, con le difficoltà di memoria di una ottuagenaria (che permetteranno alcuni giochi narrativi come la sovrapposizione dei preparativi di due cene a distanza di quarant’anni), il suo percorso esistenziale che dalla adolescenza arriverà alla vecchiaia; quasi tutto il ‘900, dal Fascismo alla Seconda Guerra Mondiale al Dopoguerra e fino allo scoppiare delle mode che ancora oggi imperano, la Contessa vive questa età in bilico tra presente e passato, ma senza prendere parte minimamente agli eventi pubblici. Un infelice matrimonio combinato prima e un amore con un avventuriero dopo (che entra ed esce dalla sua vita e dal suo letto), sono la sua vita sentimentale. Da Torino alle colline del Chianti, in una tenuta vinta a carte dal padre, una fattoria abbandonata che diventerà la sua ragione di vita. Con l’aiuto della famiglia dei fattori, fino al giovane Dino, la trasformerà in una fiorente azienda vinicola che produrrà vini di grande qualità. Il finale è un po’ a sorpresa e lascia un senso di smarrimento, quando i sentimenti del cuore sono repressi esteriormente e la tempesta agita dall’interno abbattendo le certezze e le illusioni. I personaggi sono emblematici della classe aristocratica italiana, inadatta ormai a gestire i destini del paese (se mai lo è stata) e attenta solo a guardare la realtà dal loro “particolare”, educati come sono, senza passioni civili o politiche. Non è un libro per chi ama la velocità e l’azione. Lo stile richiede palati allenati. Non è eccelso ma nel complesso piacevole, nulla di particolarmente intellettuale, la trama si fa leggere "per vedere come va a finire". Niente di meno e niente di più.

bellissimo

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