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Jane, la volpe e io
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Arsenault, Isabelle - Britt, Fanny

Jane, la volpe e io

Milano : Mondadori, 2014

Abstract: Hélène vorrebbe nascondersi da tutto e da tutti: dal mondo grigio che la circonda, dai bulli della scuola, dalla prova costume - che la fa sentire un salsicciotto -, dalla sua solitudine. Il suo unico rifugio è un libro, Jane Eyre, ed è solo nelle pagine del suo romanzo preferito che il mondo si colora di pace e poesia. Sarà invece la temuta gita di classe a riservare incontri insoliti e inaspettati, e una grande, semplice scoperta: non si è mai soli. Attraverso parole e immagini piene di grazia e poesia, un romanzo grafico che parla una lingua universale: quella di chi non ha mai smesso di aspettare il proprio incontro speciale. Età di lettura: da 10 anni.

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Maura Lotti
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“Ogni volta è la stessa cosa: un buco in più nella mia gabbia toracica. Sento tutto. E non sento niente”.

Vessata da insulti che prendono nuove forme ogni giorno che passa, circondata dal grigio della città, cullata dal rumore notturno della Singer con cui la madre le cuce l’agognato vestito di crinoline, obbligata a passare quattro giorni al campo d’inglese coi compagni, Hélène sopravvive solamente tuffandosi dentro il libro che sta leggendo: ogni viaggio in autobus verso la scuola tredici pagine e poi prima di dormire, e anche in tenda, si aggrappa alla storia di Jane Eyre, la migliore che abbia mai letto. Solo nel momento in cui si tuffa nel libro, il grigio della sua quotidianità – che è il grigio delle tavole che noi leggiamo – lascia il posto al colore. Quando nella sua tenda di emarginate entra Géraldine – che se ne frega di bande e regole, che parla in continuazione, che ride forte, che non ha paura di nulla, che la prende per mano – il colore comincia a spuntare anche nei suoi giorni. Pennellate minime che si fanno sempre più presenti e più accese...

Un bellissimo graphic novel, scritto con frasi semplici ma che sono pura poesia e che raccontata la fatica di crescere, la solitudine, l’immagine distorta che Hélène costruisce di sé in base alle risate e alle frasi di scherno dei suoi compagni che la dipingono come una che pesa troppo, che non ha più amici, una con cui non bisogna parlare. Fino a scoprire che, in fondo, non si è mai davvero soli.

Maura, Biblioteca di Quarrata

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