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La bambina dimenticata dal tempo
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Dowd, Siobhan

La bambina dimenticata dal tempo

Crema : Uovonero, 2012

Abstract: 1981, Irlanda del Nord. I Disordini fra Nord e Sud infiammano il paese. I prigionieri nordirlandesi cominciano lo sciopero della fame per rivendicare lo statuto di prigionieri politici. Fergus ha diciott’anni e si sta preparando per superare il test di medicina, per trovare un giorno una vita migliore, lontano dai Disordini. Un giorno Fergus trova, insieme allo Zio Tally, il corpo di una bambina assassinata, perfettamente conservato nella torbiera sulla montagna. La ragazzina indossa un bracciale celtico. È morta migliaia di anni fa. Chi sarà? Qual è la sua storia? E perché Fergus continua a sognarla? Mentre Fergus cerca di dare un senso al mondo intorno a lui - il fratello in carcere, i suoi sentimenti crescenti per Cora, i suoi genitori che litigano - una voce gli arriva nei sogni, a rivelare il mistero della bambina della torbiera. Un libro che parla di diversità come capro espiatorio, come pretesto per giustificare guerre fratricide e delitti inumani. Ieri come oggi. Età di lettura: da 13 anni.

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"L'oceano è grande, Fergus. non si riesce a vederne la fine. E' come guardare l'eternità" pagina 234.
La storia del libro è una vicenda di guerra. La guerra è un fatto estremamente drammatico. Eppure è proprio nei momenti più drammatici della vita che sembra di poterne toccare la massima profondità. questo è il caso in qui si trova Fergus -giovane maturando impegnato in certa misura e suo malgrado nella guerra civile irlandese- e suo zio casuale scopritore del corpo della piccola bambina la cui storia dà il titolo al titolo stesso. In questo contesto, in questo dramma, lo zio pronuncia la frase che ho scelto come citazione. E' chiaro il parallelo che lo zio pone tra l'immensa distesa dell'oceano e l'immenso mistero della vita. Così come non si riesce a vedere la fine dell'oceano così è difficile riuscire a capire il senso autentico della vita. Anche il richiamo dell'eternità conferisce un senso di sacro e di assoluto alla citazione stessa. A prescindere dalla situazione in cui la frase è pronunciata il suo significato inquadra quei momenti della vita di ciascun essere umano (molto rari ma sicuri nell'arco di una vita) in cui il nostro sguardo va oltre la realtà materiale che si percepisce, va al di là degli oggetti che abbiamo davanti e si perde nell'orizzonte dell'infinito. In sintesi la citazione descrive il rapporto dell'essere umano con l'infinito e questo è uno dei momenti più autentici della vita di ciascuno di noi.

Immagino che l'autrice abbia affrontato nel corso della sua vita momenti drammatici narrati dalla storia stessa e penso che abbia sperimentato in prima persona come, talvolta, siano proprio le situazioni più dolorose quelle in cui compare, inaspettato, un bagliore di eternità.

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