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Il cane di terracotta
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Camilleri, Andrea <1925-2019>

Il cane di terracotta

Milano : Mondolibri, stampa 2007

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Un luogo non comune, una grotta nascosta tra la vegetazione delle colline vicino a Vigata, coinvolge il Commissario Salvo Montalbano in questa duplice indagine. In un locale della Grotta, la squadra del Commissario trova armi, munizioni, divise della polizia, tutte in perfetto stato. Chi le ha nascoste in quel luogo e perché proprio lì? Probabilmente, servivano alla nuova mafia siciliana per stabilire i nuovi capi, il nuovo corso di Cosa Nostra in Sicilia. Tra intimidazioni, agguati e uccisioni, l’indagine procede tra mille pericoli per Montalbano e gli agenti di Polizia di Vigata. Ma, in un secondo locale della grotta, del tutto nascosto e inaspettato, vengono ritrovati i cadaveri, ormai scheletri, di due giovani, chiaramente uccisi a pistolettate. I due giovani, stesi l’uno accanto all’altra, composti come se dormissero sono vegliati da un cane di terracotta, quasi fosse una sepoltura rituale. Il delitto risale a molti anni prima, durante la seconda guerra mondiale, poco prima dello sbarco degli alleati. Montalbano, rimane affascinato da questo mistero e indaga, retrocedendo nel tempora i protagonisti sembrano tutti scomparsi e i cadaveri dicono poco. Però, l’ultimo attore di quell’antico dramma, risponde al richiamo del commissario da molto lontano nello spazio e nel tempo e sarà proprio lui a scrivere la parola fine a questa misteriosa storia di amore e di guerra.
Le indagini del Commissario Montalbano e dei suoi uomini sono conosciutissime grazie al successo ottenuto dalla serie televisiva.
In questa seconda indagine, intrigante nel racconto, ricca di atmosfere e suspence, mancano però nei protagonisti le peculiarità e le caratteristiche vitali che, con il proseguire della serie. si evidenzieranno in ognuno di loro, creando delle figure indimenticabili; dal mitico agente Catarella, dall’italiano vago quando non sconclusionato, al Vicecommissario Mimì Augello, “fimminaro”, fino all’Ispettore, preziosissimo ma maniaco della precisione, Fazio.
L’uso della mescolanza tra dialetto siciliano e italiano corrente, anche se crea qualche difficoltà per una lettura rapida, aiuta ad entrare nell’ambiente specifico.

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