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Batti il muro
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Ferrara, Antonio 1957-

Batti il muro

[Milano] : Rizzoli, 2011

Abstract: Caterina è solo una bambina quando sua madre comincia a chiuderla in un armadio, al buio. È il segnale di una malattia che non assume mai manifestazioni violente, però infligge a Caterina questa pena ripetuta che non tocca invece alla sorella, chissà perché. Dentro l'armadio Caterina ha paura, all'inizio. Poi comincia a portare con sé un libro e una torcia elettrica, e tutto cambia. La lettura diventa lo strumento per contrastare la volontà della madre in modo sommesso. Caterina non urla, non protesta: rimane buona e zitta dentro la sua casetta di legno, al riparo, con i suoi libri. Sono le storie a salvarla. E sarà l'amore per i libri, un amore fedele e paziente, a dare infine un senso alla sua vita. Età di lettura: da 12 anni.

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Alice Cianni
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«Mi misi a pensare, senza neppure averne voglia, a quanto fosse stretta e scura quella stradina, a come, in quella città, la biblioteca fosse così vicina al manicomio. Una distanza piccola, giusto una stradina scura, un vicolo, una fessura, una crepa tra il giusto e lo sbagliato, tra le cose che sussurrano nel silenzio dei libri e le urla dei cameroni bianchi.»

«Batti il muro!» è il grido che Caterina si sente rivolgere dalle persone rinchiuse nel manicomio, ogni volta che ci passa davanti, anime in attesa di un riconoscimento dall'esterno, ingabbiate in una struttura di isolamento e insieme nel dolore della loro malattia. Caterina sa bene cosa vuol dire: sua madre, infatti, soffre dello stesso disturbo mentale, un male difficile da comprendere e che la spinge a chiudere sua figlia ripetutamente e per lunghe ore nell'armadio di casa, come in un gesto di rifiuto. È qui che entrano in gioco i libri: nel buio in cui si trova costretta, Caterina trova una piccola luce di speranza nella lettura, nelle trame diverse e colorate che la animano, nei destini di altre persone. "Batti il muro" diventa quindi la storia, raccontata in prima persona, di un'infanzia difficile, ma anche e soprattutto di un riscatto, un riscatto che solo i libri possono garantire, in quanto testimoni costanti della possibilità di un'alternativa e della bellezza della vita nonostante tutto.

Perché leggerlo: è un romanzo che riesce a commuovere senza indulgere a sentimentalismi, capace di parlare di un tema difficile come quello delle malattie mentali con delicatezza e rispetto. Un libro adatto ai più giovani così come agli adulti.

Se ti è piaciuto leggi anche: Elizabeth Fensham, Corri e non voltarti mai, Milano, Mondadori, 2008

Alice, Biblioteca San Giorgio

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