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Prima della quiete
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Gianini Belotti, Elena

Prima della quiete

°Milano! : Rizzoli, 2003

Abstract: Un'emblematica figura femminile di fine Ottocento è la protagonista del nuovo romanzo di Elena Gianini Belotti: un caso oggi completamente dimenticato, ma che all'epoca attirò l'attenzione della stampa e di cui si occupò anche Matilde Serao. Italia Donati sfugge al destino della sua poverissima famiglia analfabeta e diviene maestra, ma sconta duramente il coraggio di una scelta di involontaria emancipazione. Lontana dal concepire qualsiasi progetto di trasgressione, anzi persuasa di poter offrire un modo per stringere più forte il legame dei contadini con la terra, grazie alla maggiore consapevolezza di sé che l'istruzione comporta, Italia Donati è soffocata dalla condanna senza appello che tutti emettono contro di lei.

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Utente 11235
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Questa storia me la porto dietro da quando ero bambina. Erano gli anni '90 quando alle elementari fra i banchi di scuola, mi fanno imparare a memoria una canzone, per altro splendida, di Fabrizio De Andrè: Preghiera in Gennaio. A quell'età non ne comprendo il significato, mi dicono di cantarla a cappella davanti a tutti durante la cerimonia in cui sarà dato un nome alla scuola che frequento e il nome scelto è quello di Italia Donati.
Passano gli anni e quel nome rimane nei miei ricordi insieme al racconto vago e per nulla dettagliato della sua vicenda.
Solo oggi, a poca distanza dalla scomparsa dell'autrice, mi imbatto in questo romanzo toccante, straziante, che ti fa immergere completamente nell' inquietudine e nella sofferenza gratuitamente inflitta alla protagonista. È una storia tristemente vera, in cui il fango e le sabbie mobili della maldicenza travolgono e trascinano verso il fondo la vita di una giovane maestra poco più che ventenne, vittima del sessismo, della miseria (anche e soprattutto umana ed intellettuale) e dell'ignoranza più oscura.
È una storia tristemente attuale sotto molti punti di vista e aspetti, che forse andrebbe fatta leggere nelle scuole.
Per me è giusto che di lei si sappia e si ricordi, anche solo perché ricordando la sua storia, le sia resa un po' di giustizia e pace.

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