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Canone inverso
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Maurensig, Paolo

Canone inverso

Milano : Mondadori, 1996

Abstract: Il canone inverso è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. A Vienna per la stagione concertistica, il narratore della storia incontra un suonatore ambulante in una taverna di Grinzing. Un po' per scherzo, un po' per scherno, gli chiede un pezzo difficilissimo: una ciaccona di Bach. L'ambulante la esegue alla perfezione, stende il cappello e riceve una ricca mancia dallo stupito ascoltatore. Il giorno dopo lo scrittore incontra di nuovo il singolare musicista che gli rivolge una domanda: ha mai raccontato una storia ambientata nel mondo della musica? Lui ne conosce una forte e misteriosa: una storia terribile. In seguito a quali disavventure un artista eccelso si è ridotto a trascinare per bettole e osterie un talento che avrebbe potuto aprirgli i palcoscenici dei teatri più celebri del mondo? Qual è la forza terribile che è entrata nella sua vita? Maurensig costruisce un'avventura in cui le sorprese, i trasalimenti, i colpi di scena non sono puri espedienti narrativi, ma simboli drammatici dello scontro tra le inquietudini, la delicatezza delle anime individuali e la ferocia della storia di questo secolo.

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Leonardo Gai
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Tempo di lettura: 5 ore
L’acquisto di un prezioso violino del ‘600 è il punto di partenza di una storia, o meglio dire di un’appassionante avventura, dove la protagonista è la musica.
“La musica è la mia consolazione. Quest’arte, nella sua essenza sfuggente, nella continua vanificazione di sé stessa, assomiglia all’idea che mi sono fatto della vita”
“Per eseguire quel pezzo ci vuole una grande tecnica. E la tecnica a volte è la contraffazione del talento. Oh la differenza è minima, impercettibile per chi suona. Con questo non voglio dire che il talento debba esimersi dallo sforzo. Sarebbe impossibile. Per raggiungere la perfezione sono necessari tecnica, esercizio e dedizione”
“Ma che cos’è la perfezione? E’ il punto di fuga di una strada senza fine, è il miraggio che si sposta davanti a noi, è l’ultimo piolo di una scala circolare”
Grazie alla trovata di moltiplicare gli 'Io narranti', Maurensig cattura l’attenzione del lettore fino al finale per certi versi sorprendente, anche se forse non approfondito come avrebbe meritato.

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