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Le regole del gioco
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Ottone, Piero

Le regole del gioco

Milano : Longanesi, 1985

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Leonardo Gai
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Partendo dalla domanda se ci fosse un momento di piena soddisfazione nella vita, Ottone fornisce una sua molto personale ed interessante analisi, sintetizzata nella frase di San Gerolamo "Facito aliquid operis ut semper diabolus te invenit occupatum", ovvero fai qualcosa in modo tale che il diavolo ti trovi sempre occupato.
"E il diabolus dell'uomo moderno è la noia, la depressione, la nevrosi, ..."
Se non felici, si può almeno essere sereni se si vive anche il lavoro, e la vita più in generale come giuoco. "Il giuoco dell'hobby preferito non serve a rendere felici: la sua funzione è dare un senso alle nostre giornate, indirizzando tutti i nostri pensieri e i nostri gesti al raggiungimento di un fine, che abbiamo indicato come giuoco"
"Resta il fatto che neanche un hobby rende felici. La felicità è una variabile indipendente da quel che facciamo; è una qualità innata: felici si nasce, non si diventa ..."
"Abbiamo parlato dell'importanza di essere sereni, di vivere secondo le regole del giuoco, di conservare uno stile di vita in ogni circostanza; non c'è dubbio che chi ha paura , invece, perde la testa, dimentica le regole del giuoco che sta giocando, è privo di stile. Eppure, è impossibile vivere senza paura, in ogni momento dell'esistenza ..." E' necessario imparare ad affrontarla, non aver timore di prendere decisioni che potrebbero rivelarsi sbagliate, nè di predisporsi a quello che Ottone definisce il pessimismo costruttivo. E a non aver paura della morte, perché "la morte non è una tragedia. E' una tragedia la paura della morte. Chi non la teme, muore una volta sola, chi la teme, muore tutti i giorni"

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