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Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci
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Fallaci, Oriana

Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci

Milano : Corriere della sera, 2004

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Leonardo Gai
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Prossima alla morte, Oriana Fallaci decide di usare l'espediente dell'autointervista per parlare a 360° delle sue esperienze e lasciarci il suo testamento morale.
È un libro politicamente datato, ma ancora attuale. Fra le esperienze più toccanti e simboliche, quella della madre, signora molto educata, che si avventa su una donna che infieriva su prigionieri in catene in tempo di guerra.
Oriana ci insegna anche a non rassegnarsi ai soprusi ed a ribellarsi per evitare che nuovi fondamentalismi prendano il sopravvento, e ci invita a riflettere sul significato ed il potere simbolico della bandiera tricolore, affissa da Oriana al balcone come simbolo di democrazia e libertà. "La democrazia bisogna conquistarsela, e per conquistarsela bisogna volerla. Per volerla bisogna capire cos'è. … Le masse mussulmane capiscono la teocrazia e basta. E la teocrazia non insegna a ragionare, a scegliere, a decidere il proprio destino. Insegna a subire, a ubbidire, a servire un Dio che è un padrone assoluto." Per insegnarci il valore della libertà, cita Platone: "Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova ad aver coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudir le richieste dei sempre più esigenti sudditi vengano chiamati despoti. … Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si faccian beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrar troppo severi i vecchi li accontentino. In tale clima di libertà, e in nome della medesima, non v'è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannia."
“ … la vecchiaia è una bellissima età. L’età d’oro della Vita. Non tanto perché l’alternativa è morire senza conoscere il lusso di quel privilegio, quanto perché è la stagione della libertà. Da giovane credevo di essere libera, ma non lo ero. Mi preoccupavo del futuro, mi lasciavo influenzare da un mucchio di cose o persone, e in pratica non facevo che ubbidire. … Da adulta credevo di essere libera, ma non lo ero. Mi preoccupavo ancora del futuro, mi lasciavo condizionare dai giudizi malevoli, temevo le conseguenze delle mie scelte …
Inoltre la vecchiaia è bellissima perché da vecchi si capisce ciò che da giovani e perfino da adulti non s’era capito. Perché con le esperienze, le informazioni, i ragionamenti che abbiamo accumulato, tutto s’è fatto chiaro. O molto più chiaro. Alcuni chiamano questo saggezza …”

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