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Sostiene Pereira
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Tabucchi, Antonio

Sostiene Pereira

Milano : Feltrinelli

Abstract: Agosto 1938. Un momento tragico della storia d'Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del Lisboa (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di non essere un eroe.

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Leonardo Gai
100 posts

Tempo di lettura: 4 ore.
Un libro interessante, ambientato nella Lisbona del periodo salazariano (fine anni 30), dove un giornalista culturale vive un proprio travaglio personale che lo parta gradualmente verso la passione e l'impegno civile.
Il libro è godibilissimo e la struttura snella dei capitoli ne permette una facile lettura, anche a più riprese, con interessanti riflessioni anche filosofiche.
"E a quel punto a Pereira venne in mente una frase che gli diceva sempre suo zio, che era un letterato fallito, e la pronunciò. Disse: La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità."
"Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere "uno" che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot ed il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, ..., una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone."

Leonardo Gai
100 posts

Tempo di lettura: 4 ore.
Un libro interessante, ambientato nella Lisbona del periodo salazariano (fine anni 30), dove un giornalista culturale vive un proprio travaglio personale che lo parta gradualmente verso la passione e l'impegno civile.
Il libro è godibilissimo e la struttura snella dei capitoli ne permette una facile lettura, anche a più riprese, con interessanti riflessioni anche filosofiche.
"E a quel punto a Pereira venne in mente una frase che gli diceva sempre suo zio, che era un letterato fallito, e la pronunciò. Disse: La filosofia sembra che si occupi solo della verità, ma forse dice solo fantasie, e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie, ma forse dice la verità."
"Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere "uno" che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot ed il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, ..., una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone."

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