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Il generale Della Rovere
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Montanelli, Indro

Il generale Della Rovere

Milano : Rizzoli, 2001

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Leonardo Gai
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Grazie al Prof. Andrea Torracchi, che l’ha consigliato ai suoi alunni fra cui mia figlia, ho potuto scoprire questo libro “minore” di quel raffinato ma al tempo stesso colloquiale autore che è Indro Montanelli, uno degli scrittori e giornalisti più noti del 1900, noto principalmente per i suoi magistrali libri di storia, in particolare d’Italia.
Come ben scrive Geno Pampaloni nella nota introduttiva, “Riesce, anche da narratore, a conservare la caratteristica fondamentale del giornalista, che è di porsi come mediatore tra realtà e lettore.”
“Vedete come qui le figure e gli episodi si susseguono con naturalezza, come facciano posto senza sforzo alcuno, e senza perdere nulla di evidenza e di immediatezza, alla riflessione, al commento, alla battuta pungente, allo sberleffo di buon umore.”
“La situazione che viene descritta in questo libro è una situazione pirandelliana: di generali Della Rovere ce n’è “uno e due”; lo stato civile artificiale attribuito al protagonista opera sulla sua personalità e la trasforma; la commedia diventa vita.”
“Il tema di fondo, infatti, del Generale Della Rovere, che nella sua forma assomiglia a un grottesco politico, ai limiti della farsa o della pochade, ed è stato scambiato per una parodia, dissacratrice e inelegante (da un punto di vista morale) della Resistenza, è il rapporto tra il Vero e il Falso.”
“Noi siamo tutti in vita provvisoria, vero? seguitò il generale … “Un ufficiale è sempre in vita provvisoria, è un novio de la muerte, un fidanzato della morte, come dicono gli spagnoli”

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