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Il deserto dei tartari
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Buzzati, Dino

Il deserto dei tartari

Milano : Oscar Mondadori, 1995

Abstract: L'idea del romanzo, affermò Buzzati in un'intervista, nacque dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. E' un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva. Il deserto dei Tartari narra la storia di Giovanni Drogo, che una mattina di settembre parte dalla città per raggiungere la fortezza Bastiani, dove trascorrerà tutta l'esistenza. Il suo viaggio sembra portare ai confini del mondo abitato, in una costruzione militaresca che appare antica e deserta, in un luogo in cui ristagna un torpore misterioso e tutto, dalle mura al paesaggio, traspira un'aria inospitale e sinistra. Per trent'anni Giovanni Drogo subisce l'oscuro male dei fortini, delle ridotte, delle casematte, e quella sorta di stregata immobilità si insinua fra i personaggi, come per salvaguardare il presentimento di nobili imprese. Qui Drogo attende, come tutti gli altri, che qualcosa dal deserto si muova, ma questo accade quando la sua vita è giunta al vero confine dell'uomo ed egli muore solo, in una povera locanda sulla strada di ritorno verso casa. La storia acquista così una sua forza allegorica, che investe tutti gli uomini, il senso delle loro azioni e della loro esistenza.

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Lorenzo Sali
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Il deserto dei tartari non è un libro che si legge d'un fiato. Se siete alla ricerca di azione e ritmo, questo non è il libro che fa per voi. Se invece vi concentrate, c'è molto su cui riflettere.

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