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Solo Flora
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Bertola, Stefania

Solo Flora

Milano : Feltrinelli, 2016

  • Copie totali: 11
  • A prestito: 3
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Abstract: A quindici anni, se si deve scegliere fra trascorrere un anno a Brisbane, Australia, o in uno sperduto paesino nella provincia piemontese, non si hanno dubbi: paesino. Purché sia vicino alla città in cui vive il tuo ragazzo. E così Flora lascia partire la madre, oceanologa in trasferta di lavoro australiana, e va ad abitare da una zia, che, però, non è una zia normale. Non è normale la zia, e neanche lo zio, i cugini, i vicini di casa, la scuola, i compagni. Perché San Mirtillo è uno dei ventisette comuni Dp presenti sul territorio italiano, e i comuni Dp sono quelli in cui vivono i Dp, i Different People, nome inglese per creature magiche italiane. Ma Flora non è magica per niente, è solo Flora. E fin dal primo istante si sentirà DIVERSA, scritto proprio così, tutto a lettere maiuscole. È l’unica ragazza di tutta la scuola che non può cambiarsi colore di capelli schioccando le dita. Tanto per dire. È durissima, la vita di una Normal in un mondo di Different, e Flora dovrà fare ricorso a tutta la sua meravigliosa normalità per non soccombere. Come se non bastasse, anche nell’amore si trova a dover scegliere fra Normal (Leo, il suo ragazzo da sempre e, pensava lei, per sempre) e Different (Martin Indigo, uno stregone di diciassette anni, snob, arrogante e irresistibile). E tutto questo sarebbe ancora niente, se non ci fosse Alibella, la compagna di classe che nessuna vorrebbe mai avere: una fata perfida come Maleficent e bella come Angelina Jolie. Ma Flora ha un fiocco di neve tatuato su un polso, e non si arrende mai. Neanche quando Alibella la fa finire… Ma perché rovinarvi la sorpresa?

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“A quindici anni è ancora possibile scoprire dei sentimenti nuovi, mai provati prima. Ci avete mai fatto caso? Oltre ai basic che si conoscono da sempre, tipo amore paura rabbia noia ansia felicità, arrivano serpentine di sensazioni striscianti che ci sorprendono. La nostalgia, ad esempio, che Flora sperimenta con una certa violenza la prima sera nella sua nuova camera a casa di zia Limoncina.”

“Ma il problema di chi parlerà per primo trova una soluzione inaspettata: Martin schiaccia la sigaretta a metà contro un sasso (un gesto semplice, umano, senza niente di magico) , poi si gira verso Flora, la spinge contro il tronco del salice, e la bacia. E questo invece è un gesto semplice, umano, che ha troppo di magico.”

Flora è una ragazzina di quindici anni che vive a Genova con sua madre, fino a che non si ritrova a dover scegliere se seguire sua madre in Australia per il lavoro di biologa oppure trasferirsi a San Mirtillo, vicino al capoluogo Piemontese, dalla zia Maria Pia (zia Limo), per un anno. Flora non vuole assolutamente andare in Australia, perché lì sarebbe troppo lontana dal suo fidanzato Leo, che vive a Torino. Riesce quindi a convincere la madre a farsi trasferire a San Mirtillo dalla zia. Ma qui non sa cosa l’aspetta. Infatti trasferirsi là è come trasferirsi in un altro mondo, un mondo magico dove vivono i DP, cioè persone dotate di poteri magici, come fate, streghe, vampiri, gnomi, licantropi e folletti. Ma Flora è una ragazza normale, e fin da subito si trova a disagio e si sente diversa. Soprattutto nella nuova scuola, dove è l’unica a non riuscire a cambiarsi vestiti con uno schiocco di dita, per esempio. Dovrà riuscire quindi a non soccombere con solo l’uso della sua normalità. E questo non sarà per niente facile, in particolare essendosi fatta subito nemica Alibella, una fata bellissima ma perfida e ben poco amichevole, la quale fin da subito è convinta che Flora, la normal, voglia rubargli il suo fantastico e affascinante ragazzo, Martin, un vampiro. E su questo non ha tutti i torti visto che effettivamente qualcosa di magico tra i due c’è stato, ma non dobbiamo dimenticarci che entrambi sono fidanzatissimi, anche se questa situazione mette la protagonista non poco in crisi. Lei non sembra che abbia voglia di incasinarsi la vita con uno stregone spocchioso e per niente dolce e romantico come il suo Leo. Ma visto che tutto questo non basta, si metterà di mezzo pure “la grande saponata”, una bislacca divinazione del mondo dei DP, che la identifica come colei che dovrà salvare San Mirtillo dalla sparizione. E quindi dopo essere riuscita ad andarsene da San Mirtillo, e quindi essersi allontanata dal magico Martin, verrà ricatapultata in quel mondo fantastico, ma che lei odia, con una missione e la speranza di non rovinare tutto con Leo.
“Ma Flora ha un fiocco di neve tatuato sul polso e non si arrende mai”

Questo libro si apre con una dedica a persone incontrate nell’Ospedale infantile di Torino. E probabilmente l’autrice s’è basata molto sui loro racconti. E qui troviamo infatti gli amori adolescenziali, folli e incerti. C’è il cellulare sempre acceso. Priorità ben chiare nella vita (per esempio Leo è una priorità, l’Australia no). Vediamo come Flora sia una protagonista molto decisa, sceglie, e non aspetta che gli altri decidano per lei. La mescolanza dei due mondi, reale e magico, non si discosta poi tanto da come realmente vanno le cose per un adolescente, che spesso vede come surreale o illogica ogni pretesa o abitudine dei grandi. Ci fa riflettere inoltre su come affrontare i pregiudizi, le differenze, come invertire le parti. Sul fatto che i limiti esistono per tutti, ma si possono imparare ad usare i propri punti di forza per non farsi abbattere.

Recensione a cura di Federica Giampieri, Biblioteca Don Siro Butelli, Lamporecchio

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