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Berlin
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Geda, Fabio - Magnone, Marco

Berlin

Milano : Mondadori, 2015

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Abstract: È l'aprile 1978: sono passati tre anni da quando un misterioso virus ha decimato uno dopo l'altro tutti gli adulti di Berlino. In una città spettrale e decadente, gli unici superstiti sono i ragazzi e le ragazze divisi in gruppi rivali, che ogni giorno lottano per sopravvivere con un'unica certezza: dopo i sedici anni, quando meno se lo aspettano, il virus ucciderà anche loro. Tutto cambia quando qualcuno rapisce il piccolo Theo e lo porta via dall'isola dove viveva con Christa e le ragazze dell'Havel. Per salvare il bambino, Christa ha bisogno dell'aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all'aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l'alba del nuovo giorno, Jakob e Christa non saranno più gli stessi. Età di lettura: da 13 anni.

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“I fuochi di Tegel” è una storia destinata agli adolescenti ed è la prima di una serie di sette romanzi distopici con la particolarità di avere un'ambientazione ben definita nella Berlino divisa dal muro tra Est e Ovest, anziché in un luogo futuro immaginario. Elemento narrativo trainante è l'alternanza tra il passato (che ritorna nei sogni e nei ricordi) e il presente.

Il racconto inizia nell'aprile 1978, a distanza di tre anni da un'epidemia che ha sterminato tutti gli adulti lasciando in vita bambini e ragazzi, destinati però a morire tra i 16 e i 18 anni.

“In che mondo li avevano costretti a vivere? Quale eredità avevano lasciato gli adulti? Erano stati incapaci di proteggerli, di evitare tutto questo.”

La città è un relitto spettrale: manca l'energia elettrica e la natura si è impadronita delle strade e degli edifici. I giovani si sono organizzati in gruppi con caratteristiche diverse ma tutti guidati dai più grandi, occupando aree diverse della città: Gropiusstadt, Havel, Reichstag, Tegel, Zoo.
In particolare il gruppo dell'Havel ha nostalgia del passato, crede nelle regole, nella solidarietà e nel valore dei ricordi, mentre quello di Tegel è formato da ragazzi molto violenti che si sentono finalmente liberi dalle imposizioni degli adulti e che riconoscono “solo il qui e l'ora”, coltivando il pericolo e gli eccessi.

“Il mondo in cui erano nati, il mondo degli adulti, era finito, ed era iniziata una nuova era di eccessi e anarchia.”

Con questa realtà devono scontrarsi Christa con le ragazze dell'Havel e Jakob con il Gropiustaadt, che si alleano per salvare il piccolo Theo, rapito e portato a Tegel. Insieme dovranno battersi contro i coetanei, affrontando cinque prove di coraggio nei giochi della Festa della Morte proprio a Tegel, dove la "danza caotica dei falò" confonde luce e ombra, bene e male, disegnando "sulle facce ombre malvagie e affascinanti.”

Se ti è piaciuto leggi anche il seguito: "L'alba di Alexanderplatz".

Elena, Biblioteca di Quarrata

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