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Stoner
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Williams, John <1922-1994>

Stoner

Roma : Fazi, 2012

Abstract: William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

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Lorenzo Sali
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Sarà perché non mi aspettavo niente, ma l'ho trovato davvero un bel libro. Se mi avessero accennato la trama (il racconto di un ragazzo che parte dalla campagna per studiare agraria, poi cambia idea, diventa professore di lettere e ha una vita divisa tra l'insegnamento e un matrimonio complicato) probabilmente non l'avrei letto. Invece Stoner è riuscito a coinvolgermi. I personaggi sono tratteggiati in maniera mirabile e anche il modo in cui Williams descrive le varie situazioni è decisamente intrigante. Consigliato.

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