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Storia di una ladra di libri
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Zusak, Markus

Storia di una ladra di libri

Milano : Frasinelli, 2014

Abstract: È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

544 Visite, 4 Messaggi

emozionante. bellissimo.

Paola Pezzoli
28 posts

I libri come antidoto alla follia. I libri per spiegare la follia. I libri che raccontano la follia. Sono d'accordo: emozionante e bellissimo.
Su questo argomento è stato giustamente scritto e detto di tutto e mai sarà abbastanza. Qui lo si fa in modo originale e struggente.

Premetto che a me è veramente piaciuto molto questo libro, anche se c'è da ammettere che è un po' "all'acqua di rose". L'autore d'altronde è un giovane australiano che non ha certamente vissuto in prima persona la vicenda. Purtroppo, i nazisti erano molto molto peggio di quelli descritti in questo libro.. Il finale, comunque, è da 110 e lode.

lo adoro e l'ho già riletto due volte

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